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Giovedì 2 luglio – UN SEMPLICE INCIDENTE

UN SEMPLICE INCIDENTE

Regia di Jafar Panahi. Un film con Vahid Mobasseri, Mariam Afshari, Ebrahim Azizi, Hadis Pakbaten, Madjid Panahi. Titolo originale: A Simple Accident. Genere Drammatico, – Iran, Francia, Lussemburgo, 2025, durata 101 minuti.

Padre, madre e figlioletta percorrono di notte una strada in auto quando un cane finisce sotto le ruote. Ciò provoca un danneggiamento al veicolo che costringe ad una sosta per la riparazione temporanea. Un uomo che si trova sul posto cerca di non farsi vedere perché gli è parso di riconoscere nel conducente dell’auto un agente dei servizi segreti che lo ha sottoposto a violenza in carcere. Riesce successivamente a sequestrarlo ed è pronto a seppellirlo vivo quando gli viene il dubbio che si tratti di uno scambio di persona. Cercherà conferme in altri che, come lui seppure in misure diverse, hanno subito la ferocia dell’uomo.

Chi cerca un cinema in cui l’impegno civile si ammanti di raffinatezze da cinefili farà bene a tenersi lontano da questo film. Chi invece sente l’urgenza della denuncia di una struttura di repressione in cui si stanno insinuando crepe visibili (soprattutto dopo la discesa nelle piazze delle donne) non potrà non apprezzare il fatto che il coraggioso regista iraniano abbia scelto la strada dell’ironia per poi poter colpire dritto il bersaglio mettendone a nudo la crudeltà.

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Mercoledì 1 luglio – NO OTHER CHOICE – NON C’È ALTRA SCELTA

NO OTHER CHOICE – NON C’È ALTRA SCELTA

Regia di Park Chan-wook. Un film con Byung-Hun Lee, Ye-Jin Son, Hee-soon Park, Sung-min Lee, Yeom Hye-ran. Titolo originale: Eojjeolsuga Eobsda. Genere Commedia nera, Drammatico, – Corea del sud, 2025, durata 139 minuti.

Licenziato dopo 25 anni di esperienza, Man-su, specialista nella produzione della carta, vede messe a rischio la sua vita perfetta: la famiglia che ha creato con la moglie Miri, i due figli e i cani, la casa della sua infanzia che ha faticato tanto ad acquistare e su cui ancora pende il mutuo, la serra dove si prende cura delle sue amate piante. Deciso a trovare immediatamente un altro lavoro, si butta a fare colloqui, ma diversi mesi dopo la situazione non si è ancora sbloccata. Per Man-su, allora, la sola possibilità per ricominciare è crearsi da sé il posto vacante perfetto.

No Other Choice parte dalla famiglia: l’idillio di un marito e una moglie coi rispettivi figli, una giornata insieme, la sensazione di avere tutto. Immediatamente dopo passa al dramma: il licenziamento dell’uomo dall’azienda di produzione della carta dopo l’acquisto degli americani, la disoccupazione, la ricerca di un nuovo posto, un impiego umiliante, colloqui ancora più avvilenti, la paura di perdere quel tutto presentato all’inizio. Poi arriva la svolta narrativa (non diremo come Man-su si costruisce da sé la possibilità di essere chiamato per un colloquio, ma come in Cacciatore di teste la cosa ha che fare con la riduzione della concorrenza…), che porta con sé anche la commedia, la deriva grottesca e a tratti pure il pulp, che del resto prende il nome dalla polpa del legno usata per produrre carta scadente.

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Martedì 30 giungo – LE CITTÀ DI PIANURA

LE CITTÀ DI PIANURA

Regia di Francesco Sossai. Un film con Filippo Scotti, Sergio Romano, Pierpaolo Capovilla, Roberto Citran, Andrea Pennacchi. Genere Drammatico, – Italia, Germania, 2025, durata 100 minuti.

Doriano, detto Dori, e Carlobianchi (sì, tutto attaccato) sono amici di bevute, in un Veneto rurale che pare quasi il Far West. Il loro obiettivo nella vita è sfondarsi di lumache e polenta e andare a bere l’ultima ombra di vino: “una voglia che va al di là della sete”. Hanno scoperto il segreto del mondo, ma da sobri non se lo ricordano, e credono alla leggenda metropolitana secondo cui il loro storico amico Genio, “il più premiato vincitore del Caliera Trophy”, ha nascosto da qualche parte un tesoretto ricavato dalla vendita di frodo di occhiali dal sole. Per questo, e perché gli vogliono bene, devono andare a prenderlo all’arrivo dall’Argentina, dove si era rifugiato in attesa della prescrizione per i sui reati. Lungo il loro percorso incontrano Giulio, studente di Architettura timido e insicuro, che si unisce al loro viaggio e impara a vivere alla giornata – ma non senza una missione temporanea – come fanno Dori e Carlobianchi da sempre.

Il film ha il ritmo lento e girovago di una ballata country, i cui protagonisti sono contrari a Google Maps e preferiscono disegnarsi il percorso sui foglietti di carta: ma per Giulio, ventenne contemporaneo, diventano personaggi mitologici che hanno capito tutto della vita. La Divina Provvidenza assiste il trio scombinato e lo porta a vivere un’avventura picaresca che non dimenticheranno.

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Lunedì 29 giugno – SOTTO LE NUVOLE

SOTTO LE NUVOLE

Regia di Gianfranco Rosi. Genere Documentario, – Italia, 2025, durata 115 minuti.

La Napoli del Vesuvio. La Napoli dei Campi Flegrei con le scosse di terremoto. La Napoli dei tombaroli. La Napoli degli archeologi. La Napoli di chi fa doposcuola cercando di offrire il proprio sapere a chi più ne ha bisogno. La Napoli dei marinai siriani in rotta fissa: Odessa-Napoli e ritorno. La Napoli del centralino dei Vigili del Fuoco e della varia umanità che ne cerca l’aiuto. La Napoli dello sventramento. La Napoli com’era nella visione di un Maestro: Roberto Rossellini.

C’è una grande varietà di opzioni tra cui lo spettatore è invitato ad aderire in questo film che si presenta come al contempo (e può sembrare un ossimoro) il più elaborato ma anche il più libero della pluripremiata filmografia del suo autore. Il più elaborato perché il regista ha trascorso ampia parte degli ultimi tre anni nel capoluogo campano per cogliere nel profondo le sensazioni che la città e l’area che la circonda procurano. Il più libero perché, in questa occasione, non c’era un percorso prefissato attorno a cui muoversi (Il Grande Raccordo Anulare di Roma), un tema sempre scottante come quello delle migrazioni con il loro carico di tragedie o i viaggi di un Pontefice.

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Domenica 28 giugno – L’AGENTE SEGRETO

L’AGENTE SEGRETO

Regia di Kleber Mendonça Filho. Un film con Wagner Moura, Maria Fernanda Cândido, Gabriel Leone, Carlos Francisco, Alice Carvalho. Titolo originale: O agente secreto. Genere Thriller, – Brasile, Francia, Paesi Bassi, Germania, 2025, durata 158 minuti.

1977. Il Brasile vive sotto un regime militare dittatoriale. Con il falso nome di Marcello un professore universitario torna con il figlio nel nordest del Paese per cercare notizie sulla madre in attesa di espatriare. Nel passato si è messo di traverso rispetto all’attività di un corrotto imprenditore di origini italiane ed ora due killer sono sulle sue tracce per eliminarlo.

Per fornire maggiore attrattività alla narrazione fa sostenere il ruolo del protagonista a Wagner Moura che molti ricordano nella serie dedicata a Pablo Escobar e gli affianca attrici molto note in Brasile completando il tutto con la presenza di Udo Kier, come sempre estremamente aderente ai personaggi affidatigli.

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Sabato 27 giugno – MARTY SUPREME

MARTY SUPREME

Regia di Josh Safdie. Un film con Timothée Chalamet, Gwyneth Paltrow, Odessa A’zion, Kevin O’Leary, Tyler the Creator. Genere Biografico, Drammatico, Sportivo, – USA, 2025, durata 149 minuti.

Nella New York dell’immediato dopoguerra, Marty Mauser, venditore di scarpe di giorno e pongista di genio la notte, è pronto a tutto per vincere ed elevarsi socialmente. Armato di una fiducia incrollabile e di un carisma destabilizzante, Marty vola a Londra per partecipare al campionato mondiale di tennis da tavolo. Ma in finale è clamorosamente battuto da Endo, prodigio giapponese che riscatta un Paese provato duramente dai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. Ossessionato da quella sconfitta, vuole la rivincita, a tutti i costi e contro il mondo che sembra impedirgli di realizzare il suo sogno. Malgrado tutto, Marty ha sempre una pallina nella manica.

Follemente energico, è presente in ogni scena per due ore e trenta minuti, con occhiali rotondi, baffetti a penna e un piglio vanaglorioso e delirante mentre calza scarpe alle signore come in un film di Truffaut (Baci rubati). E rubati sono pure gli amplessi che consuma nel retrobottega con la donna di un altro e i soldi per guadagnarsi la terra promessa. Da qualche parte a New York, cuore battente e ricorrente protagonista della filmografia dei fratelli Safdie, Marty/Chalamet è sempre in movimento, attraversa il film come un tornado, con le dita nella presa, senza smettere di parlare e di scommettere su se stesso. Il suo piano? Vincere i campionati del mondo di ping pong, estinguere i debiti e diventare semplicemente il migliore per vivere felicemente. Naturalmente, il progetto si ritorcerà contro di lui in modo spettacolare perché Marty è un magnifico perdente, un giocatore d’azzardo che preferirebbe scommettere sempre i suoi soldi piuttosto che spenderli.
Un personaggio esagerato, vittima consenziente della propria autodistruzione, sullo stampo di Howard Ratner (Diamanti grezzi), un altro newyorkese e mascalzone patetico destinato al disastro.

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Venerdì 26 giugno – PECORE SOTTO COPERTURA

PECORE SOTTO COPERTURA

Regia di Kyle Balda. Un film con Ciro Priello, Arianna Craviotto, Emma Thompson, Hugh Jackman, Regina Hall. Titolo originale: The Sheep Detectives. Genere Azione, Commedia, – Irlanda, Gran Bretagna, Germania, USA, 2026, durata 109 minuti.

George è un pastore che conduce una vita solitaria allietata dalla presenza delle sue pecore a ognuna delle quali ha assegnato un nome e a cui, a fine giornata, legge capitoli di romanzi gialli convinto che, ovviamente, non possano comprenderli. Quando però avverrà un omicidio saranno proprio le detective a quattro zampe a condurre alla soluzione.

Alla base del film c’è il romanzo “La prima indagine di Miss Maple, la più intelligente del gregge” di Leonie Swann, appena edito in Italia e alla regia c’è Kyle Balda, un esperto di cinema per famiglie (Minions e Cattivissimo me 3) che costituisce di per sé una garanzia. A questo va aggiunta la presenza, per una parte della vicenda, di Hugh Jackman nei panni di George, e quella, ancora più breve, di Emma Thompson quale esecutrice testamentaria. Sono partecipazioni finalizzate ad invogliare gli adulti ad accompagnare i più giovani ma non ce ne sarebbe bisogno perché il film non mancherà di ricordargli la loro infanzia. Infatti il pensiero non può non andare a Babe, maialino coraggioso con in aggiunta tutto ciò che la tecnologia oggi si può permettere.

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Giovedì 25 giugno – NINO

NINO

Regia di Pauline Loquès. Un film con Théodore Pellerin, Jeanne Balibar, William Lebghil, Salomé Dewaels. Genere Drammatico, – Francia, 2025, durata 96 minuti.

A Parigi, Nino si reca in ospedale per un controllo di routine ma scopre all’improvviso di avere un tumore alla gola. Servirà iniziare una terapia invasiva entro tre giorni, un periodo durante il quale il ragazzo dovrà anche prendere decisioni sul suo futuro, per preservare la possibilità di avere figli e per ragionare su quale sia davvero il rapporto con le persone che lo circondano, dalla madre al migliore amico. Avendo perso le chiavi e non riuscendo a rientrare a casa, Nino si avventura per la città alla scoperta di sé.

Ha più a che fare con lo sgomento che precede la realizzazione, e nel comprimere la finestra temporale a pochi giorni – un weekend di attesa prima di dover iniziare a fare sul serio lunedì – e nell’immaginare un protagonista schivo e reticente, Loquès firma uno studio di momenti fugaci, in perenne controtempo, la cui bizzarria e stranezza di fondo si insinuano dietro le difese alzate dello spettatore; ricco di sfumature e di sottili trovate narrative, Nino è una piccola opera che contiene moltitudini.

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Mercoledì 24 giugno – CROSSING ISTANBUL

CROSSING ISTANBUL

Regia di Levan Akin. Un film con Mzia Arabuli, Lucas Kankava, Deniz Dumanli, Nino Karchava, Levan Bochorishvili. Titolo internazionale: Crossing. Genere Drammatico, – Francia, Svezia, Georgia, Turchia, Danimarca, 2024, durata 106 minuti.

Lia, un’insegnante di storia georgiana in pensione, parte alla ricerca della nipote transgender Tekla, scomparsa da tempo, per esaudire l’ultimo desiderio della sorella. A Batumi viene a sapere da un giovane, Achi, che la ragazza ha attraversato il confine con la Turchia. Così Lia decide di mettersi in viaggio verso Istanbul e Achi si unisce a lei offrendosi di aiutarla. Per lui si tratta di un’occasione di fuga da una situazione familiare che gli sta stretta; vive infatti con il fratello, con cui non va d’accordo, e con la cognata. La loro convivenza non è sempre facile; spesso ci sono infatti dei contrasti, soprattutto per la diffidenza di Lia nei confronti di Achi, ma alla fine riusciranno a comprendersi e a unire le forze per raggiungere l’obiettivo. Ad aiutarli c’è anche Evrim, un’avvocata che si batte per i diritti dei trans.

Il film s’immerge dentro Istanbul, cattura il cuore pulsante della città, con le immagini e i suoni del traffico, delle strade affollate o i campi larghi sui palazzi. Ma non è uno sguardo turistico. Sotto certi aspetti richiama Crossing the Bridge – The Sound of Istanbul per il legame quasi fisico con la città. Per Akin lo spazio di Istanbul diventava l’occasione per una panoramica sui differenti generi della musica turca. Per Levan Arkin è invece il provvisorio, incerto approdo di un cinema di attraversamenti, di frontiere, confini, di luoghi che vengono scoperti dallo sguardo di Lia e Achi, prima durante il viaggio in pullman (l’insegnante che guarda fuori dal finestrino) e poi in alcuni momenti decisivi come nella scena in cui i due protagonisti cercano Tekla nel quartiere trans della città.

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Martedì 23 giugno – SIRAT

SIRAT

Regia di Oliver Laxe. Un film con Sergi López, Bruno Núñez, Stefania Gadda, Joshua Liam Herderson, Richard Bellamy. Genere Drammatico, – Spagna, Francia, 2025, durata 120 minuti.

Luis con il giovane figlio Esteban si aggira in un rave party mostrando una foto della figlia Mar della quale ha perso da alcuni mesi le tracce e che vorrebbe trovare. Nessuno la conosce ma, nel corso della ricerca, l’uomo fa delle conoscenze che, dopo la chiusura della festa da parte dei militari, lo indirizzano verso un altro rave. Il viaggio non sarà dei più facili e non solo per le asperità del terreno.

C’è Pedro Almodovar tra i produttori del film e quindi c’era da aspettarsi un’opera quantomeno interessante. In effetti lo è almeno per due terzi. Si presenta infatti come un film fortemente fisico. Nel senso che sin dalle prime inquadrature, che mostrano i dettagli della collocazione dell’impianto sonoro del rave, immette lo spettatore in quella dimensione che esploderà con suoni che invadono la sala e faranno da costante sottofondo al dimenarsi dei corpi. Solo due di essi non partecipano. Sono quelli di Luis e di Esteban impegnati in una ricerca umanamente dolorosa; trovare una figlia e una sorella non per riportarla a casa ma solo per vederla e sapere come sta.

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