Monica Guerritore
è una delle grandi interpreti del teatro e del cinema italiano. Attrice, regista, drammaturga e scrittrice, debutta giovanissima a teatro nel 1974, a soli sedici anni, diretta da Giorgio Strehler ne Il giardino dei ciliegi di Čechov. Da lì comincia un percorso lungo e complesso, attraversato da personaggi forti, spesso estremi: da Lady Macbeth a Ofelia, da Giovanna d’Arco a Madame Bovary, da Carmen a Judy Garland. Una carriera costruita sulla presenza scenica, sulla voce, sul corpo, su una forma di recitazione che non cerca mai la neutralità ma il rischio.
Al cinema e in televisione ha lavorato con molti autori italiani, alternando ruoli popolari e interpretazioni più drammatiche, senza mai perdere il legame profondo con il teatro. Negli anni ha firmato anche regie e adattamenti teatrali, confermandosi non solo interprete ma artista capace di costruire un proprio sguardo sulle figure femminili, sulla memoria, sul potere e sulla fragilità.
Con Anna, Monica Guerritore compie un passaggio importante: firma il suo primo film da regista cinematografica, lo scrive e lo interpreta, portando sullo schermo Anna Magnani, una figura enorme, quasi impossibile da imitare senza cadere nella maschera. Il film parte dalla notte dell’Oscar del 1956 e prova a raccontare non solo il mito di Magnani, ma anche la donna dietro il mito: l’attrice, la madre, l’amante, la creatura libera e ferita che il cinema italiano ha amato, consumato e poi in parte dimenticato.
Nel cast, accanto a Guerritore nel ruolo di Anna Magnani, ci sono Tommaso Ragno nel ruolo di Roberto Rossellini, Lucia Mascino, Beatrice Grannò, Roberto De Francesco, Edoardo Purgatori e altri interpreti. Presentato alla Festa del Cinema di Roma 2025 nella sezione Grand Public, Anna non è solo un biopic, ma un corpo a corpo tra due attrici: Magnani e Guerritore. Una che appartiene alla storia del cinema, l’altra che la guarda, la attraversa, la riporta davanti a noi senza metterle addosso la polvere del monumento.
