Pierpaolo Capovilla
è una delle voci più riconoscibili del rock indipendente italiano: musicista, autore, performer, frontman degli One Dimensional Man e poi de Il Teatro degli Orrori, band con cui ha portato nella canzone italiana una scrittura ruvida, teatrale, politica, sempre attraversata da una tensione fisica della parola. Negli anni ha affiancato alla musica un lavoro costante sulla voce e sulla scena, con reading dedicati a Majakovskij e Pasolini, confermando una presenza artistica che non separa mai il corpo dal pensiero, il suono dalla letteratura.
Al cinema Capovilla aveva già partecipato a I primi della lista di Roan Johnson, ma è con Le città di pianura di Francesco Sossai che trova il suo primo vero ruolo da co-protagonista. Nel film interpreta Doriano, accanto a Sergio Romano e Filippo Scotti: un uomo sbandato, notturno, fragile e insieme vitalissimo, che attraversa bar, strade, nebbie e paesi del Nordest in un road movie alcolico e malinconico.
Le città di pianura, presentato a Cannes 2025 nella sezione Un Certain Regard, è diventato uno dei casi più sorprendenti del cinema italiano recente. L’interpretazione di Capovilla, lontana da ogni posa da musicista prestato al cinema, conserva invece la sua voce, la sua faccia, la sua irregolarità: Doriano sembra venire da un concerto finito male, da una provincia che non dorme più, da un’Italia dove la sconfitta ha ancora voglia di ordinare un ultimo bicchiere. Per questo la sua presenza alla presentazione del film non è solo quella di un attore del cast, ma di un artista che porta dentro il film un intero immaginario fatto di musica, parola, rabbia e tenerezza sghemba.
